Progetti in ambito artistico ideati e realizzati all'INDIRE

Identità musicali: la musica come ponte nei contesti migratori

Elisa Tartaglia, Mattia Signaroldi, Clara Fanelli e Rossella Calvia  

Obiettivi formativi  

Promuovere uno spazio di benessere e l'inclusione sociale dei richiedenti asilo, contrastando lo "stato di liminalità" (l'attesa passiva che annulla la progettualità nel centro di accoglienza) attraverso la ripresa del controllo personale. L'attività mira a favorire la creazione di legami significativi tra i pari, sviluppando competenze relazionali e superando le barriere linguistiche. Un altro obiettivo cruciale
è stimolare la collaborazione e l'ascolto reciproco attraverso la pratica musicale condivisa. Infine, si intende migliorare l'apprendimento della lingua italiana (L2) e valorizzare le identità plurali, creando uno spazio di dialogo orizzontale privo di colonizzazioni culturali.

Abstract  

Il progetto di ricerca-azione "Identità musicali" nasce dal desiderio di utilizzare la musica per ricercare un maggiore benessere in contesti migratori di precarietà e isolamento. Condotto in un CAS del piacentino da un gruppo di lavoro composto da Elisa Tartaglia, Mattia Signaroldi, Clara Fanelli e Rossella Calvia (in collaborazione con la Facoltà di Musicologia di Cremona) il progetto ha previsto diverse fasi: 1) Ascolto partecipativo; 2) Improvvisazione e scrittura di testi su tematiche scaturite dalla precedente fase; 3) Laboratori di musica d'insieme e di strumento; 4) Laboratori di costruzione di strumenti (cajóns); 5) Performance pubbliche. La metodologia partecipativa ha investito gli utenti del ruolo di co-creatori, aumentando la coesione e la fiducia all'interno del gruppo, permettendo di sviluppare competenze linguistiche in L2 e stimolando la creatività musicale.

Strumenti di lavoro  

Sono stati impiegati strumenti convenzionali (chitarre, djembè ecc… ) e oggetti di recupero (bidoncini di plastica, bottiglie di vetro) per garantire l'accessibilità a tutti. In un laboratorio manuale sono stati costruiti dei cajóns. Le attività si svolgevano attorno a un tavolo, favorendo il "circle time learning" e l'apprendimento intuitivo per schemi motori. Gli smartphone dei richiedenti asilo sono stati cruciali per l'ascolto e l'auto-documentazione. Il territorio è stato attivamente coinvolto attraverso l'esibizione del gruppo in eventi pubblici (presso la sala dei Teatini a Piacenza, nella Facoltà di Musicologia e il teatro Monteverdi a Cremona), riducendo le barriere tra il il contesto del CAS e la cittadinanza locale.



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